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Il costo dei brevetti Microsoft è pari alla licenza di Windows Phone (Aggiornato)

A lamentare gli eccessivi costi è la catena di negozi americana di libri, giochi e accessori Barnes&Noble perchè Microsoft chiederebbe costi eccessivi per brevetti obsoleti e insignificanti giusto per disturbare e avere roiality, un problema per il lancio del secondo modello della linea tablet e a posteriori per i primi due modelli.

B&N non ha voluto pagare e sentendosi vessata si è rivolta al dipartimento di giustizia chiedendo di investigare. Le argomentazioni principali sono:

– i brevetti per cui viene chiesta la sottoscrizione sono obsoleti,

– le licenze ovviamente hanno un costo che il produttore distribuisce su ogni dispositivo venduto e quindi va a carico del consumatore sul prezzo finale,

– il prezzo richiesto da Microsoft Corporation per i cinque brevetti per cui viene chiesta la licenza sarebbe pari a quello per una licenza di Windows Phone. Di conseguenza o chiede troppo poco per il suo sistema operativo mobile oppure troppo per i suoi brevetti,

– un prezzo elevato, non in linea con le politiche di questa azienda che propone massimo modelli da 200$, è un problema perchè si va a trasformare in un volume di vendite minore.

Se da un lato abbiamo collaborazioni tra Nokia, Microsoft Corporation e Apple che fa parte del consorzio che ha acquistato dei brevetti particolarmente sensibili Google non fa mancare la sua presenza: nell’ultimo anno ha comperato qualcosa come 1030 brevetti di proprietà di IBM, rimane in contatto con tutti i costruttori che hanno in licenza Android per una reciproca collaborazione ed è capofila di molti consorzi importanti in California e negli Stati Uniti (ho parlato giusto ieri nella notizia iOS-Android chi è nato prima di Open Handset Alliance) come azienda da parafulmine, ovviamente con tutti gli interessi del caso annessi.

Agg: anche LG, HTC, IBM, Nec, Facebook, Twitter, Yahoo, HP, Cisco, Mozilla, TomTom e Sony hanno deciso di unire le forze contro le minacce a Android condividendo i propri brevetti in OIN, una nuova coalizione in cui i partecipanti non rivendicano i propri brevetti (ovvio che non si condivide tutto) se utilizzati in smartphone del robottino da altre aziende.

Gabriele Capelli

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