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Il Fire vince contro (quasi) tutti i tablet Android e non

Facciamo insieme una analisi delle vendite di tablet nell’ultimo anno e proviamo a tracciare qualche conclusione.

Kindle Fire è stato presentato al mercato a fine settembre 2011 e gli è bastato l’ultimo trimestre per assestarsi secondo stime di vendita al 13.8% di tutte le vendite di tablet del settore, iPad e altri compresi; di contro altri produttori di tablet decisamente più costosi non sono riusciti in così poco tempo a creare un giro di affari così alto, sopratutto evidentemente per il prezzo.

Questo cosa significa secondo voi? Io credo che siano questi i punti importanti:

  • i tablet economici ma con buone caratteristiche tecniche vincono su modelli che costano più di quattrocento Euro,
  • la maggior parte della clientela Android non è disposta a mettere troppo mano al portafogli, questo non significa che siamo taccagni o con la manina corta .. semplicemente alcuni di noi analizzano meglio e vedono alcuni prezzi come delle richieste esose e prive di controvalore tecnico (poi certo qualcuno con la manina corta c’è),
  • siamo molto più critici e esigenti a livello di aggiornamenti e a tutto quello che il costruttore ci offre.


Prendiamo per esempio Asus: chi di noi non ha sentito della professionalità giapponese nel mondo del lavoro? Ecco, credo che gli aggiornamenti siano uno dei modi migliori per capirlo.

Prendiamo per esempio anche LG che piano piano si è impegnata ed è riuscita a proporre gli aggiornamenti per i suoi prodotti, perchè anche se si chiamasse Acer o Packard Bell o Olivetti quando si sborsano cinque o sei cento Euro per un prodotto è un diritto sacrosanto pretendere il rilascio di aggiornamenti. Noi clienti abbiamo un punto a nostro favore, le aziende si guardano a vicenda e sanno che se non portano avanti bene un loro modello la prossima volta si andrà da un altro che invece l’ha fatto; Android è “bello” perchè c’è un modello per tutte le tasche.

Apple al momento è leader del settore, è oggettivamente impossibile non riconoscerlo. Pero’ non potrà per sempre coprire la domanda se altre dieci aziende le remano contro proponendo modelli che hanno funzioni che lei stessa non propone come il 3D, la possibilità di fare chiamate piuttosto che un hardware che sia lo standard di mercato per i mesi successivi. Magari fra un anno sarò ancora quì a tracciare il bilancio del 2012 e dovrò rimangiarmi quello che ho detto, non ci sarà nessun problema da parte mia a ammettere l’errore, ma credo che presto le cose cambieranno.

Gabriele Capelli

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